Oggigiorno la tecnologia offre tantissimi strumenti “High-tech” attraveso i quali il bullo attiva azioni di persecuzione nei confronti delle proprie vittime. In questo caso il bullismo diventa “Cyber-bullismo”. Alla base delle azioni di cyber-bullismo c’è una tecnica nuova: la trasmissione elettronica di minacce.
I cyberbulli sono persone che la vittima può conoscere a scuola, nei gruppi sportivi, nei gruppi di amici, ma anche in internet, attraverso social o giochi online… si nascondono dietro profili falsi o anonimi.
I ragazzi vivono quotidianamente e ininterrottamente uno spazio che nasconde insidie e pericoli: il web.
Navigare in rete informati, farlo con coscienza e senso civico evitando comportamenti inappropriati può prevenire danni e problemi soprattutto verso i giovani, che in questo contesto sono le persone più fragili della nostra società e soggette al fenomeno del cyberbullismo.
Il cyberbullismo è infimo e pericoloso perché può coinvolgere chiunque, senza limiti di età, genere e ovunque nel mondo, sia nella posizione di vittima che di carnefice.
Non dobbiamo mai dimenticare che anche quando siamo nascosti dietro lo schermo del cellulare, le nostre azioni e le nostre parole sono reali e possono fare del male.
Messaggi online violenti e volgari, mirati, scritti per molestare, ferire, sparlare di qualcuno per danneggiarne la reputazione gratuitamente e con cattiveria. Tutto questo è violenza, e comporta grandi conseguenze: la persona si vergogna, si isola da tutti, incorre in forme depressive, può avere attacchi di panico e persino arrivare a togliersi la vita…
Genitori, insegnanti, amici, pediatri, possono intercettare questa violenza, sostenere e interrompere queste azioni che sono pericolose e dolorose sia fisicamente che psicologicamente.
In questi casi rivolgiamoci alle istituzioni dedicate ad affrontare il problema e alla polizia postale.
